venerdì 10 luglio 2009

Sondaggio di Tio sulla R$I

Segnalo questo sondaggio svolto su Ticinonline, piuttosto attendibile dato il numero di persone che hanno risposto: http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/sondaggio.asp?p=148.
Interessante notare quali sono i due settori in cui la R$I dovrebbe risparmiare: intrattenimento e sport. Il primo perché, salvo lodevoli eccezioni, ha una scarsa qualità (non facciamo nomi di programmi che l'è mei...); il secondo perché sovradimensionato: una partita di calcio la si può benissimo seguire con un solo giornalista sportivo, senza tutto l'ambaradan attorno. O no?

[cc] Occhio critico, 2009.

domenica 28 giugno 2009

La R$I e il Rally Ronde del Ticino

Nell'inserto sportivo del Radiogiornale delle 12.30 di oggi, il giornalista ha aperto il servizio sul 12° Rally Ronde del Ticino che si è corso venerdì e sabato dicendo: "Si è concluso ieri in serata senza incidenti di rilievo, il 12° Rally internazionale del Ticino"... Perché, alla R$I si aspettavano forse incidenti di rilievo? Siamo alle solite: si vorrebbe parlare dei rally solo quando ci scappa qualche morto o ferito. Altrimenti lo si snobba, così come ha fatto la Domenica sportiva di questa sera. E dire che in Ticino il rally richiama ogni anno diverse centinaia di spettatori, ben più di quanto facciano altri sport che comunque trovano (giustamente) spazio nei servizi della nostra radio-televisione!

[cc] Occhio critico, 2009.

giovedì 25 giugno 2009

Parlamentari in coro per l'Orchestra

Il futuro dell’Orchestra della Svizzera italiana preoccupa anche il Gran Consiglio, che si associa all'appello del Municipio di Lugano

Il futuro dell’Orchestra della Svizzera italiana preoccupa anche il Gran Consiglio. A lanciare l’appello con un’interrogazione al Consiglio di Stato oggi sono nove parlamentari: il presidente cantonale e il capogruppo del PLR, Giovanni Merlini e Christian Vitta, gli omologhi PPD, Giovanni Jelmini e Paolo Beltraminelli, del PS, Manuele Bertoli e Raoul Ghisletta, così come il presidente UDC Pierre Rusconi, il capogruppo della Lega Attilio Bignasca e il coordinatore del Verdi Sergio Savoia.

Insomma l’appello lanciato ieri dal Municipio di Lugano è stato subito raccolto dal Parlamento. L’interrogazione chiede il parere del Consiglio di Stato sui tagli previsti dalla SSR anche nei confronti dell’Orchestra della Svizzera italiana e quale sostegno il governo intenda accordare.

Fonte: Ticinonews

martedì 23 giugno 2009

La ricreazione è finita!

Tempo di crisi per tutti: anche mamma SSR-SRG taglia i fondi ai suoi figli. Il direttore generale Armin Walpen ha annunciato oggi drastiche misure di risparmio per i prossimi anni: blocco degli stipendi, investimenti ridotti al minimo indispensabile e vendita di alcuni immobili. In Ticino, le misure di risparmio toccheranno in particolare la fondazione dell'Orchestra della Svizzera italiana che non verrà più sostenuta dalla R-T-$I, come forse il Festival del film di Locarno e l'Estival Jazz di Lugano. Più improbabile il taglio di un canale radiofonico, anche se una fusione di Rete 1 con Rete 2 sarebbe fattibile: un po' di classica e di jazz potrebbe benissimo trovare spazio su Rete 1 e su Rete 3 (magari anche i giovani imparerebbero ad apprezzare la buona musica).
Mamma SSR-SRG, però, invece di operare doverosi tagli nei programmi (alla R-T-$I ce ne sarebbero a iosa da tagliare) o di eliminare sprechi vari (ricordo per l'ennesima volta l'abbondanza di giornalisti e ospiti presenti ad ogni partita di calcio trasmessa), pensa di rimpinguare le sue casse a spese del cittadino svizzero: il canone radio-televisivo, che è già il più alto d'Europa, dovrebbe venire adeguato e anche i pensionati non verrebbero più esentati dal pagamento! Eh no, signori miei, non ci siamo proprio! Rifarsi sulle spalle del cittadino già tartassato da mille imposte, tasse, gabelle e balzelli è troppo comodo e completamente fuori luogo! Ci si limiti a doverosi e giusti risparmi, limitandosi ad un'informazione ed un intrattenimento senza fronzoli, evitando di scadere nel becero come accade oggi scimmiottando canali televisivi d'oltreramina! Altrimenti è la volta buona che le bollette del canone radio-televisivo le uso quando devo correre urgentemente in bagno!

[cc] Occhio critico, 2009.

domenica 7 giugno 2009

Lettera aperta al responsabile dell'informazione della RSI, Edy Salmina

Egregio Signor Salmina

Prendo spunto dal nostro recente cortese incontro nell'ambito della serata con il presidente nazionale UDC Toni Brunner durante il quale Lei, non convinto di quanto asserissi, mi ha invitato a segnalare manifeste situazioni di ostracismo nei confronti del nostro partito.

Sono stato tentato diverse volte di contattarla per dare seguito a questo suo suggerimento, il trattamento a noi riservato meriterebbe infatti di essere costantemente evidenziato, ma fino ad oggi ho sempre, probabilmente sbagliando, desistito. Stavolta no, stavolta, a me come a tutta la direttiva cantonale, non pare proprio il caso di soprassedere e dunque ci indirizziamo a Lei tramite una lettera aperta al fine di metterla pubblicamente a conoscenza del fatto che venerdì 5 giugno 2009 la Radiotelevisione della Svizzera italiana non si é presentata e neppure si é degnata di dedicare un minimo servizio alla festa cantonale dell'UDC Ticino, onorata, per altro,
dalla presenza del Consigliere federale Ueli Maurer. D'altro canto il Quotidiano non ha mancato di sviluppare, anche giustamente a mio avviso, un ampio reportage sulla manifestazione pipidina di Losone. Due pesi e due misure!

A questo proposito siamo a chiederle se Lei ritenga corretto non informare i cittadini ticinesi della visita di un Consigliere federale e del suo messaggio politico e se Lei reputi ammissibile che le più di 200 persone intervenute, compresa la municipalità di Lugano e il primo cittadino del
Cantone, non contino nulla per l'Ente che lei dirige? I primi abbozzi di giustificazione e le prime motivazioni addotte dai suoi collaboratori, da noi contattati, ci hanno poi, francamente, sconcertato. Il responsabile dell'edizione de "Il quotidiano" ha infatti giustificato l'assenza adducendo il fatto che, sul fronte PPD, il presidente Jelmini aveva annunciato, nel corso della sua esposizione, un duro attacco al CdS On. Gabriele Gendotti. Su tale puerile scusa, che ci sentiamo in obbligo di riportarle testualmente, ci permetta di stendere un velo pietoso in quanto palesemente in contraddizione con il politicamente corretto che avete sempre auspicato! Non possiamo, infatti, credere che l'informazione che lei dirige modifichi i propri principi in funzione dell'interlocutore.

Ci chiediamo infine come mai i vostri colleghi di Teleticino si siano presentati, puntuali come sempre, all'appuntamento e abbiano correttamente informato la popolazione di quanto avvenuto. Nella nostra, forse troppo, ingenua personale convinzione il servizio pubblico del quale siete responsabili, e per il quale siete lautamente finanziati, merita ben altro rispetto.

Da parte nostra, d'ora in poi, non mancheremo di fare capo alla formula della lettera aperta per metterla a conoscenza pubblicamente delle plateali discriminazioni della Radiotelevisione della Svizzera italiana.

Restiamo in attesa di una sua cortese e sollecita risposta in merito.

Cordialmente,

a nome della direttiva
lic. rer. pol. Marco Chiesa
Deputato UDC

lunedì 18 maggio 2009

Informazione volutamente incompleta?

Domanda retorica la mia.
Ieri, oltre alle votazioni federali, ci sono state delle votazioni cantonali in ben 14 cantoni. Il Teletext ha dato spazio a quelle di 11 cantoni, segnalando per bene i cantoni dove l'UDC è stata sconfitta. Ha invece accuratamente evitato di riportare i risultati delle votazioni dei tre cantoni in cui la popolazione ha seguito il parere dell'UDC, ovvero Argovia, dove sono stati respinti tutti i punti di una riforma scolastica proposta da Verdi, socialisti e PPD e osteggiata dall'UDC; Appenzello Esterno, dove è stata accettata a grande maggioranza la proposta dell'UDC di reintrodurre i voti (o note, come diciamo impropriamente noi ticinesi) a scuola a partire dalla quarta elementare; è stato infine omesso il risultato del canton Uri, dove l'iniziativa dei Giovani socialisti per introdurre il diritto di voto ai 16enni è stata bastonata alla grande.
Complimenti, innanz inscì!
Evviva l'informazione di regime!

[cc] Occhio critico, 2009.

domenica 17 maggio 2009

L'Eurosong ha rotto i coglioni!

Scusate il francesismo, ma questo concorso canoro a cui ogni anno partecipiamo facendo una figura barbina (negli ultimi 3 anni sono stati eliminati già in semifinale sia DJ Bobo, che Paolo Meneguzzi e i Lovebugs) ha veramente rotto! La nostra Televisione spende vagonate di soldi per trasmetterlo ogni anno, quando si sa che l'inciucio tra i paesi nordici da una parte e l'inciucio tra i paesi dell'Est dall'altra, porta sempre la vittoria a uno di questi paesi! Basta spendere soldi inutilmente! Ritiriamoci dal concorso e smettiamola di trasmetterlo alla TV!
Questa è la comunicazione che ho ricevuto direttamente dalla RSI riguardo a Eurosong:
"Una gara, l'Eurosong, che nelle ultime stagioni ci è sì andata male ma che francamente aveva un regolamento di voto un tantino ingiusto. Insomma, diciamocelo, i paesi piccoli, come la Svizzera, erano oggettivamente sfavoriti. Ecco perchè al televoto in questa edizione si affiancherà il ritorno delle giurie nazionali. Ne dovrebbe emergere un verdetto finalmente più equilibrato. Beh questo si pensava, ma poi i Lovebugs sono caduti in semifinale ancora una volta..."
Tralasciando la poca oggettività del comunicato, è la verità. Allora perché ostinarsi a spendere soldi inutilmente? Solo per orgoglio, perché abbiamo organizzato le prime edizioni più di 50 anni fa?

[cc] Occhio critico, 2009.

domenica 10 maggio 2009

RSI, perdura lo status quo

di Luciano Cattaneo

Che l’informazione della RSI tiri da una parte è ormai stranoto. Se ne lagna l’intera utenza (beninteso ad eccezione della minoranza di beneficiati), con LEGA, UDC, liberali veraci e pure PPD a denunciare eccessi e a chiedere più equilibrio e moderazione. Con l’aggiunta di molteplici voci singole che dicono la loro di quando in quando. Ora, per non passare per cronici fissati, è bene precisare che la censura non sta tanto in una preconcetta avversione per la parte a favore della quale la bilancia pende, bensì nel fatto stesso che la bilancia penda quando invece non dovrebbe vista l’obbligatorietà di corrispondere il canone. Da cui le sollecitazioni, non solo del Nano, a fare aeroplanini con le bollette Billag. Con anche una circostanziata lettera al riguardo su questo giornale di Luciano Giudici (del resto in piena sintonia con gli strali di un altro noto Giudici, pure lui col merito non comune di non mandarle a dire).

Lettera poi gratificata dal commento del responsabile RSI Edy Salmina, con risposte zero ma ricca di sfoggi di misurata sufficienza e di frasi altamente concettose, per dire della necessità dell’informazione di «muoversi a zig-zag tra le isole della modernità», conto tenuto di fattori tipo «la frantumazione e la contestualizzazzione», nonché «la fluidità delle notizie e il bisogno di memoria». Però! E chi mai sapeva? Perché non dirlo prima? E pensare che i Generali in carica, pur ben consci del problema, hanno sempre evitato di metterci becco, svicolando con laconici «c’è ben poco da fare». Un languire che non è un bel vedere. Anche se sembra far parte del gioco, poiché pure gli organi di nomina non sono immuni da coinvolgimenti personali. Del resto come accade in politica, all’insegna della «PANSA che vien prima dell’IDEA» di trilussiana memoria.

E allora? Diciamo che, pur nei limiti d’azione di un’emittente pubblica, la libertà di informazione merita di essere garantita.

Purché non scada in licenza per abusi abituali, oltretutto stancamente a senso unico come si è soliti vedere. In fondo il punto, di una semplicità disarmante, sta tutto qui. Cosa costa allora prenderne tranquillamente atto invece di reagire piccati senza cambiare una virgola? Apparentemente nulla, se non il sussulto di qualcuno che sollevi alfine le terga dal sofà e si dia una mossa. Come nulla costerebbe un fraterno richiamo a chi compila e legge le notizie a risparmiare improprie violenze a grammatica, fonetica e punteggiatura. E si allude alla stramba moda di accelerare la cadenza di voce in prossimità di un punto fermo e di attaccare di getto la frase seguente per tirare poi a precipizio il fiato subito dopo, il tutto con curiosi accavallamenti di concetti e sdoppiamenti di significato. E la fonetica? Per taluni dicitori sembra chic darsi un tono con sussiegose quanto innaturali aperture e chiusure di vocali, quasi vantassero radici in riva d’Arno anziché – tanto per dire – a Cadempino o a Bedigliora. Degni di nota anche strafalcioni tipo: «il ministro non HA potuto intervenire; oppure «i terremotati sono stati EVACUATI» (poveri loro); o TERRORISTA usato come aggettivo; o qualificare una pastiglia come MEDICAMENTO invece di medicinale e via di questo passo. Ora, si sa che gli inciampi sono in agguato per tutti. Ma sorvolare sistematicamente, oltre tutto con ben poco riguardo alla difesa della nostra italianità, senza che un benpensante (uno!) dia segno di muovere un dito è un ulteriore segno che, là dentro, non tutto fili a puntino. E ciò nonostante il significativo e apprezzato cambiamento del logo con quel «LA» capovolto da torcicollo assicurato per chi s’impunta a voler leggere. E con la gratificante aggiunta di un’orticaria permanente per chi disapprova o solo cerca di capire.

CdT
del 28.04.2009

mercoledì 6 maggio 2009

La costituzione va in TV

La televisione, lo si voglia o meno, entra con sempre maggior invadenza nelle nostre case e il fenomeno sembra essere inarrestabile, difficile da arginare. Inutile cercare di combatterlo, meglio imparare a conviverci attraverso scelte oculate e senso critico. Senza alcun pregiudizio, accogliendo con attenzione quei programmi che si segnalano per innovazione, originalità e ingegno. Tra questi una nota di merito va a Il Libro della Repubblica, neonata trasmissione di Canale 5 che da ieri sull’arco di 130 brevi puntate si prefigge di spiegare ai cittadini la Costituzione italiana. Il compito di far comprendere con parole semplici quello che molti ignorano sulla carta fondamentale delle regole della Nazione è affidato a Claudio Martelli, ex ministro di Grazia e Giustizia della Repubblica. In tempi in cui l’audience è diventata il parametro del successo, in cui a sbancare il tavolo sono i reality show e il gossip sembra aver scalzato l’informazione, l’inserimento nel palinsesto di un programma educativo con funzione divulgativa appare senz’altro meritorio. Tanto più se a proporlo è una televisione commerciale. Si tratta di un segnale piccolo ma importante. Un segnale del quale anche la RSI, che guarda sempre con attenzione all’offerta delle emittenti italiane, non sempre individuando il meglio, dovrebbe tener conto. Qualche «pillola» sulla nostra costituzione o qualche breve riflessione sulla civica piuttosto che una striscia quotidiana sui principi della convivenza e della reciproca integrazione proposte con originalità e immediatezza di linguaggio, magari da raccogliere su un Dvd destinato alle scuole, sarebbero certamente più utili e apprezzate del quiz che ormai da settimane ci perseguita invitandoci ad indovinare la parola misteriosa suggerita da una bocca altrettanto misteriosa.Un modo intelligente, non certo l’unico, per la televisione di arginare i programmi spazzatura e dare nel contempo un contributo non banale alla società civile.

Rudy Chiappini

Fonte: CdT di oggi

domenica 3 maggio 2009

Ayrton

Splendida copertina finale della Domenica sportiva di questa sera, realizzata da Loris Prandi (se ricordo bene), dedicata interamente al miglior pilota di Formula 1 di sempre, Ayrton Senna, a 15 anni dalla sua scomparsa.
Brividi e un groppo in gola. Grazie.

[cc] Occhio critico, 2009.

sabato 2 maggio 2009

Rebranding R$I

Siccome c'è chi dice che le novità sono sempre difficili da digerire, riproporrò il sondaggio tra qualche tempo, ma per il momento il quadro è piuttosto chiaro.

[cc] Occhio critico, 2009.

giovedì 30 aprile 2009

Sono forse finiti i soldi?

Ieri sera prima del TG è andato in onda il solito servizio in cui un Consigliere federale illustra la posizione del Consiglio federale su uno dei temi in votazione. Ieri è toccato a Ueli Maurer, che tra i pochi difetti ha quello di non parlare in italiano. Il discorso si è dunque tenuto in tedesco, ma... questa volta mancava la traduzione; o meglio, c'erano solo i sottititoli! Dove sono finiti i traduttori che normalmente impiega la R$I? Sono stati licenziati per poter pagare, per esempio, i numerosissimi ospiti-esperti-opnionisti ingaggiati in occasione di partite di calcio o di hockey? Una televisione pubblica deve offrire un servizio degno di questo nome, ancor più se finanziata con il canone più alto d'Europa, ancor più se il servizio in questione serve a informare il cittadino-votante: trasmettere un discorso di un Consigliere federale riguardante una votazione senza una traduzione simultanea, unicamente con dei sottotitoli, NON è un servizio! Come la mettiamo con degli anziani che hanno difficoltà nella lettura o con persone ipovedenti e che non capiscono il tedesco? Sicuramente non avranno capito una beneamata mazza!

[cc] Occhio critico, 2009.

domenica 26 aprile 2009

Dis-informazione

Il TG di ieri sera annunciava che l'ASNI "lancerà un'iniziativa affinché il voto popolare in vista della firma di accordi e trattati internazionali sia reso obbligatorio".
Innanzitutto si scrive ASNI e non ASIN come riporta il sito della RSI (la traduzione italiana ha invertito le parole "neutrale" e "indipendente" proprio per evitare l'acronimo "ASIN" che potrebbe prestarsi a battutacce)! Poi, cari sveltoni, l'iniziativa è stata lanciata un anno fa! Ieri si è solo invitato nuovamente il popolo a firmarla! L'informazione va fatta seriamente, altrimenti meglio lasciar perdere!

Il servizio è visibile qui (immagini RSI).

[cc] Occhio critico, 2009.

lunedì 20 aprile 2009

Grazie mamma R$I!

Dopo esser stato sollevato dall'incarico di direttore sportivo dell'Ambrì-Piotta, Peter Jaks ha già trovato un nuovo lavoro (seppur temporaneo): fungerà da commentatore tecnico alla R$I agli imminenti mondiali di disco su ghiaccio che si terranno nel nostro paese (lo si era già capito, dato che già qualche giorno fa è apparso in studio). L'ingaggio di Jaks è una non-novità in quanto già altri professionisti sportivi sono stati chiamati dalla R$I quando erano "a spasso" (ad esempio Roberto Morinini). Grazie mamma R$I che accogli nel tuo grembo materno i tuoi figli!

[cc] Occhio critico, 2009.

domenica 19 aprile 2009

Dettagli che fanno la differenza

Dal radiogiornale delle 18:30 di ieri, sabato 18 aprile 2009 (audio RSI): "Così come altri paesi dell'Unione europea, Berna aveva subordinato la propria partecipazione alla bozza di dichiarazione finale".
Da questa frase sembra che anche la Svizzera faccia parte dell'UE. Quell'"altri" non si spiega altrimenti. Corretto sarebbe, ad esempio: "Così come alcuni paesi dell'UE..."
Dettagli? Forse, ma dettagli importanti.

[cc] Occhio critico, 2009.