lunedì 25 agosto 2008

RTSI troppo disinvolta per le nuove assunzioni?

La politica delle assunzioni all’estero da parte della RTSI continua ad essere oggetto di segnalazioni.
Secondo tali segnalazioni, l’azienda avrebbe assunto tramite assunzione diretta, quindi senza concorso, persone provenienti dall’estero. Pare inoltre che le mansioni indicate nei contratti non siano le medesime che vengono poi svolte in realtà.

Da parte sindacale si ipotizza inoltre che l’obiettivo di queste assunzioni “sospette” sarebbe quello di risparmiare sugli stipendi.

Altra segnalazione reiterata è quella relativa all’impiego di personale a prestito, che comporta notoriamente il rischio di dumping sociale e salariale.

Le segnalazioni sul ricorso a personale straniero e interinale da parte della RTSI sono ormai diventante un “leitmotiv”.
Ciò necessita di un adeguato approfondimento da parte dell’autorità cantonale, Ispettorato del lavoro in primis.

La RTSI, quale azienda parapubblica, finanziata tramite il canone RadioTv, dovrebbe infatti dare la precedenza al personale indigeno - tanto più che questo certamente non manca: nel campo dell’informazione, il Ticino dispone tra l’altro di una facoltà universitaria di scienze della comunicazione.
Per gli stessi motivi appaiono doppiamente fuori luogo le politiche di assunzione disinvolte che vengono regolarmente e ormai da tempo segnalate.

In considerazione della situazione sopra descritta, che pare perdurare da tempo e non essere risolta, chiedo al lod. Consiglio di Stato:
Quali sono state finora effettuate dall’Ispettorato del lavoro presso la RTSI? Con quali esiti? La commissione Tripartita è stata attivata nella questione? Se sì con quale esito? E’ intenzione del CdS ordinarne di ulteriori, alla luce delle recenti “ondate” di segnalazioni? E’ opinione del CdS che la RTSI, quale azienda parapubblica dovrebbe, nelle assunzioni, dare la precedenza ai candidati indigeni ed astenersi da manovre “disinvolte” quali quelle sopra indicate (se risultassero confermate)? Se sì, è intenzione del CdS attivarsi, per quanto nelle sue possibilità, affinché l’azienda muti atteggiamento?

Lorenzo Quadri, deputato in Gran Consiglio per la Lega dei Ticinesi

domenica 17 agosto 2008

Parità di trattamento?

Da quando gioca il Bellinzona gioca in A, Musica e sport è ritornato Sport e musica, anzi Sport e basta. Radiocronache ininterrotte o quasi. E fin qui ci potrebbe anche stare, anche se non ricordo radiocronache così lunghe ai tempi del Lugano in A. La novità, ahimè, è che ad ogni partita il cronista ha bisogno come spalla tecnica dell'"esperto" Roberto Morinini. Sempre, per ogni partita di campionato e, suppongo, anche di coppa UEFA (e qui ci può anche stare).
Se scendiamo di categoria, dunque alla serie B ora Challenge League, per le partite di Lugano e Locarno siamo fermi a Musica e sport: qualche collegamento di qualche minuto e in mezzo ci passano di tutto, perfino repliche di rubriche che potrebbero passare in un altro momento. Non parliamo poi della televisione: ieri sera al TG nemmeno un accenno alla roboante vittoria bianconera contro il Gossau, solo servizi sulle olimpiadi comuniste. E sulla 2, Pechino Pechino Pechino, nemmeno un paio di minuti di Sportsera da dedicare a Lugano e Locarno...
Febbre granata ok... ma informare un po' di più anche sulle altre squadre ticinesi?

venerdì 8 agosto 2008

Stop Beijing 2008!

Saranno 148 , fra giornalisti e tecnici , gli inviati in Cina per la SRG/SSR. La delegazione TSI/RSI è composta di 28 persone. È banale dire 148 (rispettivamente 28) di troppo?

Un'occasione unica per un ruolo da testimoni sul campo in un paese in cui i diritti civili rappresentano un problema. Eh sì eh... si dice così. Si spera che siano veramente testimoni attenti di quanto succede, e che non facciano come il CIO che decide quali immagini passeranno il tele e quali no.

Giornalisti e tecnici della SRG/SSR lavoreranno soprattutto nel centro IBC (International Broadcast Centre) a due passi dal nuovo National Stadium, visionario e fotogenico nido d'uccello per 90 mila spettatori. Il centro IBC ospiterà la centrale tecnica della Tv svizzera, gli studi televisivi e radiofonici, i montaggi, le cabine per i commenti off-Tube, gli uffici e le redazioni. Sarà un frigorifero di 500 m2, mentre all'esterno nell' Olympic Green la temperatura oscillerà attorno ai 40 gradi con un tasso di umidità dell'80 per cento.
[...] la Fabbrica 706 a Dashanzi, nel quartiere degli artisti di Pechino. E' uno strano posto, una sorta di Greenwich Village. Nell'afa di agosto sarà per tre settimane House of Switzerland luogo di ritrovo dei media e della famiglia olimpica svizzera. Era una vecchia fabbrica che produceva macchine per la Germania dell'Est, oggi è un'immenso loft di tre mila 500 m2 già utilizzato per un pranzo di gala dal presidente francese Nicolas Sarkozy. In quest'area ci sarà anche uno studio di SSR/SRG [...]. Si trattano bene non c'è che dire...

giovedì 7 agosto 2008

L'imparzialità dei servizi T$I

Il video del servizio qui.

Notare come conclude il giornalista: "E pensare che per tutti Schengen significa frontiere spalancate". Come per dire... "Guardate che Schengen ci porterà maggiore sicurezza e controlli, alla faccia di quello che vuol far credere la destra". Vogliamo elencare i vantaggi e gli svantaggi di Schengen e poi vedere da che parte pende la bilancia?

mercoledì 30 luglio 2008

08/08/08


Televisione spenta.

giovedì 24 luglio 2008

Risposta a Kurt Spielmann sulla crisi tra Berna e Tripoli

Egregio Signor Spielmann,

Ho avuto modo di ascoltare la sua intervista nel Radio Giornale delle 18:30 di oggi e avrei 2 obiezioni da porle. In primo luogo lei ha dichiarato che siamo un paese solo e non abbiamo di che contrappore alle rappresaglie libiche nei nostri confronti e nei confronti dei due Svizzeri incriminati per immigrazione clandestina (demenziale ne?), da profano e quindi non da esperto in politica di sicurezza quale é lei, io non credo che sia così! Possiamo congelare i conti e i beni della famiglia e dello stato libico su suolo elvetico, possiamo decretare il blocco del rilascio di visti per i libici, decretare la famiglia Gheddafi e ogni componente del governo a Tripoli persone non grate in Svizzera, cercare il petrolio altrove e tagliare definitivamente ogni rapporto con quel povero paese che da 30 anni tenta di mostrare i muscoli senza risultati. In secondo luogo lei asserisce con tutta calma che il procedimento contro Hannibal Gheddafi poteva venir gestito in modo differente. Che cosa intendeva dire? Che la polizia avrebbe dovuto lasciar perdere solo perché era il figlio di Gheddafi? Che quindi la giustizia elvetica non dovrebbe esser uguale per tutti? Beh... complimenti Signor Spielmann, se non altro a saputo chiarire in modo ben definito il modo di dire "calar le braghe"!

L'intervista a Kurt Spielmann

lunedì 21 luglio 2008

Latele?

Una decina di giorni fa, avevo acceso per caso la tele sul mezzogiorno e i due conduttori di Latele hanno letto un mail di un tizio che diceva che "il programma fa schifo". Effettivamente l'anonimo telespettatore non ha tutti i torti... Capisco che c'è chi vuol avere i suoi 5 minuti di gloria passando in televisione, ma non penso che ai ticinesi interessi granché se uno ha fatto un volo in parapendio, se uno ha 8 figli e considera questo una vita spericolata, eccetera eccetera. Se è questa la televisione interattiva che si intende fare, credo allora che mi rivolgerò sempre più verso altri media. Speriamo che questa sia solo la fase di rodaggio, e che nel palinsesto della nuova stagione il programma migliori un po'........ altrimenti 5 minuti di trasmissione li si regge anche, ma mezz'ora proprio no.

domenica 6 luglio 2008

Oscuramento RSI: sconfitta per il Ticino

Dopo la TSI, ecco che, in nome della presunta «tecnologia», anche la RSI entro fine mese verrà oscurata Oltre confine. Ad andare perso è un bacino d’utenza di tutto rispetto: basti pensare che il pubblico lombardo della TSI era numericamente superiore a quello ticinese.
Fatto sta che a seguito dell’interruzione delle trasmissioni sulle onde medie, in Lombardia la radio svizzera tra pochi giorni non arriverà più (per lo meno agli apparecchi tradizionali). Siamo dunque al triste bis di quanto accaduto meno di due anni fa col «nostro» segnale televisivo. Radio e TV della Svizzera italiana sono quindi entrambe di fatto confinate all’interno del territorio elvetico. Il tutto si consuma nell’indifferenza dell’autorità politica come pure del mondo culturale, economico, turistico ticinese. Questo malgrado l’importanza della fruibilità su vasta scala della RTSI in Italia: fruibilità che riveste un evidente ruolo di promozione del nostro Cantone. Si creano improbabili canali di comunicazione, Regio insubriche a destra e a manca, ma poi ci si lascia privare, senza nemmeno abbozzare un cip di protesta, del mezzo promozionale con le maggiori potenzialità di tutti (ammesso che tali potenzialità vengano adeguatamente sfruttate, ma questo è un altro discorso). Non solo: con rara vocazione masochistica, si accetta pure di fare da apripista.
Tutto in nome del presunto progresso tecnologico: ma la tecnologia non doveva servire ad «avvicinare»?
Non bisognerebbe inoltre dimenticare che Oltregottardo ci sono importanti «poteri» i quali altro non aspettano che tagliare i viveri alla RTSI: ossia falcidiarne la quota-parte di canone, ritenuta sproporzionata per rapporto all’utenza. E qual è la risposta dalla Sonnenstube? Da una parte si procede a scelte aziendali insostenibili (assunzione di giornalisti italiani che non conoscono la realtà locale, malgrado la presenza in Ticino di una facoltà universitaria di scienze della comunicazione), alienandosi così sostegni «in patria»; dall’altra ci si lascia amputare il bacino d’utenza italiano, perdendo ascolti e dando così ulteriori argomenti a chi, a livello federale, in materia di ripartizione del canone, vuole prendere in mano non le forbicine, ma le cesoie da giardino.
Nell’era della comunicazione, poter disporre di un’efficiente ambasciata radiotelevisiva in Lombardia è un interesse pubblico prioritario del nostro Cantone. È incomprensibile che questo non venga capito.
Mentre è davvero il colmo che, ad una scriteriata apertura delle frontiere fisiche, quelle reali sul territorio, faccia da contraltare un altrettanto scriteriato innalzamento nell’etere di barriere tecnologiche immateriali. È davvero il mondo che gira al contrario. E scusate l’insistenza: l’autorità politica, così attenta alla collaborazione transfrontaliera, non ha proprio nulla da dire? E il mondo culturale? E quello economico? E quello turistico?

Lorenzo Quadri, Municipale di Lugano, Deputato al GC

sabato 28 giugno 2008

Addio Radio Monteceneri

Se in Ticino la notizia è passata tutto som­mato inosservata, non può dirsi altrimen­ti nelle regioni limitrofe: desta piuttosto sconcerto, infatti, soprattutto in Lombardia, la decisione della SSR di sopprimere, da martedì 1 luglio, le trasmissioni della Radio della Sviz­zera italiana diffuse attraverso il trasmettitore del Monte Ceneri in onde medie (AM), decre­tando, in pratica, la fine del lungo rapporto che la nostra radio ha con il pubblico del nord Ita­lia. Un rapporto che dura da decenni, da quan­do Radio Monteceneri era l’unica voce «libera» dell’etere italofono, la radio che all’epoca della RAI di Ettore Bernabei, dava asilo e ospitalità a tutti quei personaggi (e sono stati davvero tan­ti!) che per svariati motivi (non solamente «po­litici» ma anche in ragione di una filosofia me­no settaria dell’intrattenimento) non trovava­no spazio nella radio di stato. Rapporto che è poi continuato a rimanere intenso e profondo anche in tempi più recenti: l’esplosione della ra­diofonia privata ha infatti creato molta confu­sione tra gli ascoltatori della radio dell’area padana i quali, stufi della piega commerciale pre­sa dalle migliaia di emittenti sorte come dei funghi ma anche di una politica dell’informazio­ne non proprio…. trasparente dei network, han­no sempre avuto nella nostra radio un compa­gno fidato, pacato, preciso: un amico, insom­ma, da seguire con costanza in ogni orario del giorno e della notte.
Chi vi scrive ha tastato con mano il «feeling» esistente tra la Radio Svizzera e l’utenza italia­na, essendo stato per una quindicina d’anni una delle voci più presenti in antenna, sovente in orari particolari, quali le ore notturne, duran­te le quali il contatto con gli ascoltatori diven­ta più colloquiale, intimo, profondo. Contatto suggellato da migliaia di telefonate, di lettere di apprezzamento per il nostro la­voro. « Meno male che ci siete voi…» era la frase tipica dei nostri ascoltatori d’ol­tre confine.
Purtroppo da martedì, quella radio non ci sarà più. Questioni di costi, dicono i responsabili della SSR, voglia di punta­re tutto sulle nuove tecnologie quali il sa­tellite e il DAB (la radio digitale), verso il futuro, insomma. A scapito, aggiungia­mo noi, del passato e del presente. E so­prattutto dando un colpo di spugna ad un’utenza che va ben oltre i 4000 fruito­ri delle AM ticinesi, abbracciando un ba­cino d’utenza di svariati milioni di per­sone che ora, senza la Rete Uno, perde­ranno ogni contatto con la Svizzera, le sue peculiarità culturali, nonché con il suo eccellente sistema di fare radio, me­no strillato, arrogante e «ciaciarone» di quello dell’emittenza italiana dal quale in passato molti operatori hanno preso esempio e che ancora oggi rimane un punto saldo per chi opera nel settore. «Ma tutti potranno continuare a seguire i pro­grammi via satellite o via internet», si giustificano i responsabili della SSR. Una bufala, rispondiamo noi, perché è noto che la radio si ascolta prevalentemente in auto, dove satelliti e internet non fun­zionano e poiché il pubblico italiano del­la RSI è un pubblico «maturo» che poco va d’accordo con le moderne tecnologie. Una decisione dissennata, quindi, come lo furono tempo fa sia la chiusura di Ra­dio Svizzera Internazionale (sostituita dal portale Swissinfo che mi chiedo qua­le conforto possa portare a chi seguiva la radio nei più remoti angoli del pianeta – anche qui l’affermazione è dettata dal­l’esperienza personale di collaboratore che ha direttamente constatato da dove provenivano i «feedback») sia la decisio­ne di spegnere i trasmettitori TV analo­gici che assicuravano la visione del se­gnale TSI in buona parte della Lombar­dia e del Piemonte. Decisioni che hanno avuto l’unico risultato di cancellare dal panorama radiotelevisivo la voce e le im­magini della Svizzera.
A pensarci bene è bizzarro il comporta­mento dei dirigenti del nostro ente radio­televisivo: in un epoca in cui tutti cerca­no di aprire più finestre possibili verso il mondo intero, loro che di importanti fi­nestre ne avevano a iosa, le hanno pro­gressivamente chiuse, murate, seguendo una filosofia di «globalizzazione» che vor­rei davvero, un giorno, farmi spiegare…

Mauro Rossi, sul Corriere del Ticino di oggi

martedì 24 giugno 2008

Prime impressioni sui cambiamenti del palinsesto informativo

Grazie all'articolo apparso oggi sul CdT, vediamo di analizzare le novità del nuovo palinsesto informativo della TSI, fermo restando che critiche e apprezzamenti definitivi potranno essere fatti solo quando le novità saranno effettive.

RTSI, da settembre si cambia
Grosse novità nel palinsesto informativo – Due TG il mattino

In prima nazionale la RTSI proporrà due edizioni del te­legiornale, alle 7 e alle 8. Da ottobre cambierà interamen­te veste anche il Quotidiano, mentre da dicembre le cro­nache regionali della Radio andranno in onda da Comano

Stagione all’insegna del cam­biamento per l’informazione ra­diotelevisiva, a partire dal mese di settembre. Le novità, che ri­guardano principalmente la TV, sono state pubblicate negli scor­si giorni sulla rete interna del­l’azienda. Eccole in sintesi.

Telegiornale
Il palinsesto, modificato l’ultima volta una ventina di anni fa, su­birà diverse modifiche. Dal 1. set­tembre ci saranno due nuove edi­zioni (di cinque minuti circa), en­trambe il mattino, la prima alle 7, la seconda alle 8. L’obiettivo è di soddisfare le esigenze del pubbli­co televisivo della fascia mattuti­na, già abituato a sintonizzarsi su Rai e Mediaset per ottenere le pri­me informazioni del giorno. Si tratta di una prima nazionale. La finestra informativa sarà inserita in un nuovo programma di intrat­tenimento, che inizierà pochi mi­nuti prima del TG. Il nuovo TG è pure pensato in funzione di un ascolto mobile (Live TV su tele­fonino). Quanto al TG notte, an­drà in onda su TSI 1 ad un’ora fis­sa, le 23.30.
Buona a parer mio l'idea di un paio di TG flash la mattina, per avere subito qualche informazione anche sull'attualità ticinese e svizzera, dato che su Euronews in onda in genere su TSI 2 è meglio stendere un velo pietoso e Rai e Mediaset non sempre soddisfano le richieste ticinesi di informazioni. Resto curioso di vedere come sarà la trasmissione di intrattenimento e chi la condurrà.
Sul TG notte ho qualche perplessità. Se il film finisce alle 22.30 si può inserire qualche trasmissione, anche se tanti spengono la TV dopo il film non aspettando quindi il TG, ma se il film finisce alle 23.10? Che si fa in 20 minuti?


«Quotidiano»
In ottobre prenderà il via una nuova trasmissione, completa­mente rinnovata nella scenogra­fia, nelle modalità di conduzio­ne, nell’impaginazione e con una maggiore ampiezza multimedia­le (è previsto il coinvolgimento del pubblico in rete, sul modello della nuova trasmissione setti­manale Patti chiari). Verrà data un’informazione più concentra­ta sulla cronaca, pur conservan­do le finestre narrativo documen­taristiche.
Coinvolgimento del pubblico per un programma di informazione? Ma si è mai vista sta cosa? Mi sembra che l'idea della community venga un po' abusata.

«Contesto»
È il nome della trasmissione che prenderà via subito dopo il Quo­tidiano, alle 19.35. Sostituisce di fatto Buonasera. È un format completamente nuovo, in onda dal lunedì al venerdì (15-17 mi­nuti), e nel quale il tema del gior­no (regionale o nazionale) sarà analizzato in studio da un mode­ratore con due ospiti (contraddit­torio) o con uno solo se la notizia riguarda un personaggio. L’idea editoriale è la stessa alla base del programma radiofonico Modem, declinata in chiave televisiva.
Un solo ospite mi fa paura: non vorrei diventasse un attacco al "personaggio". Poi sono scettico sul fatto che ogni giorno si possa trovare da discutere su qualcosa di interessante. Vedremo.

Regime di presentazione
Contrariamente alla prassi cor­rente, da ottobre, al pari di quan­to fanno altre televisioni, i volti che andranno in video saranno meno per le emissioni chiave (TG delle 20, Quotidiano e Contesto): una dal lunedì al venerdì, una per il sabato e la domenica, un’altra per i cinque giorni feriali succes­sivi, un’altra ancora per il fineset­timana, per poi riprendere dac­capo. In totale quattro persone. Lo scopo è di creare maggiore empatia e fidelizzazione, attra­verso un rapporto più individua­lizzato con chi presenta le noti­zie. Anche la scenografia è stata pensata per accentuare il ruolo del conduttore.
Voci di corridoio mi dicevano tempo fa che in settimana vedremo il simpatico e professionale Christian Romell oltre a Valeria Bruni: dato che sparisce Buonasera, la Bruni dovevano riciclarla da qualche parte... Ma proprio 5 giorni alla settimana dovevano metterla? Ormai è una vita che non presenta più il Quotidiano e che aveva lasciato spazio a una nuova generazione di presentatori... Relegata al weekend Leila Galfetti assieme a non ricordo chi. Sono scettico.

Cronache regionali
Il 1. dicembre nascerà ufficial­mente la prima redazione mul­timediale svizzera dell’informa­zione regionale. Le Cronache della Svizzera italiana andranno in onda dagli studi radiofonici costruiti a Comano, nel Centro INFO. Il Quotidiano (TV) e le Cronache regionali (Radio) ver­ranno prodotte nello stesso con­testo redazionale. Idem per il te­letext e l’informazione online. Si tratta della prima tappa verso l’unificazione logistica e opera­tiva completa dell’informazione a Comano.
Ottimo, un'unificazione in una sola redazione di tutta la cronaca regionale è molto positiva. Inutile fare un doppio lavoro come finora.
Tutti i cambiamenti, messi a pun­to dalla Direzione dell’ente d’in­tesa con i vertici del settore Infor­mazione, hanno già ottenuto il via libera da parte del Consiglio regionale della CORSI.
Giovanni Galli

Come informa la RTSI

Durante il radiogiornale di martedì 17 giugno, alle ore 12.30, il cronista informava l’utenza circa il caso di quel diciassettenne di nazionalità thailandese, residente nella regione di Bülach, che l’11 agosto dell’anno scorso durante la Street Parade aveva ucciso a coltellate un suo coetaneo per futili motivi. La magistratura zurighese, al termine dell’inchiesta, ha potuto stabilire che lo stesso sarebbe responsabile di oltre 30 delitti commessi assieme ad altri 24 minorenni. La lista dei delitti comprende oltre all’omicidio, un tentato omicidio, 20 rapine, un delitto a sfondo sessuale, 2 lesioni personali, un incendio doloso e dieci furti con scasso. Gli stessi hanno dichiarato di avere commesso questi reati «per combattere la noia, per sentirsi forti o per ottenere dei soldi».
Evidentemente questi fatti dimostrano che in Svizzera abbiamo un grave problema giovanile, dovuto in gran parte anche e soprattutto alla mancanza di deterrenti.
Pene severe e carcere a regime duro sono a mio giudizio le sole soluzioni possibili per arginare questo grave fenomeno. Dimenticavo: il cronista non ha però volutamente riferito che questi giovani sono cittadini del Brasile, della Romania, del Cile, della Thailandia, dell’ Iraq, della Repubblica Dominicana, degli ex Stati che formano la Serbia e il Montenegro e anche della Svizzera.
Perché l’informazione è stata data solo parzialmente? L’utente non ha forse il diritto di essere informato in maniera esaustiva dal servizio pubblico? La RTSI può ancora essere considerata la radiotelevisione dei ticinesi?

Lettera al CdT di oggi

venerdì 20 giugno 2008

La faziosità di Falò continua...


So che quello che sto per dire farà indignare qualcuno, ma da buon Individuo Impertinente la cosa non mi tocca per nulla. Vorrei parlare del servizio andato in onda nel contenitore Falò del 19.06.2008 "Ucraina-Svizzera e ritorno?", che a mio modo di vedere mostra ampiamente da quale lato sta la nostra Televisione nostrana, quello sinistro. Non per il fatto che abbia parlato di questa famiglia trovata in cima al Monte Lema e delle sue vicessitudini (ci mancherebbe altro, si tratta d'informazione), ma per il semplice fatto che con l'ampio spazio dato a Fra Martino Dotta e la sua battaglia e tutti gli interventi, quelle frasi pompose e piene di speranza per una famiglia che molto probabilmente dovrà tornare a casa... la nostra emittente si é di nuovo dimostrata per quello che é: faziosa e parziale per una tematica delicata. Ricordiamo infatti che qualora la famiglia venisse fatta rimanere in Svizzera con lo statuto di asilante, si verrebbe a creare un precedente pericoloso. Tutti i richiendenti di asilo provenienti da paesi sicuri si sentirebbero legittimati a chiedere asilo alla Svizzera, con tutte le ovvie conseguenze ma a parlare di questo la nostra televisione Ro$$a se ne guarda bene. Bastava che oltre al rampante frate dell'SOS, dessero pù spazio anche qualche esponente contrario alla loro permanenza (per ovvi motivi) o al funzionario che sta trattando la pratica a Berna per rendere il documentario più imparziale. Ma no, hanno preferito la linea socialista... E l'ultima goccia é stata il conduttore felice perché la famiglia potrà tornare in Ticino per attendere il verdetto che giungerà verso la metà di agosto. Un altro motivo per prendere le polizze di versamento della Billag e farne tanti aereoplanini!

giovedì 12 giugno 2008

Esperti?

Oltre ai soliti esperti di calcio come Türkylmaz, Lombardo, Manicone, Schönwetter, Engel, Morinini,... per questi Europei ecco apparire anche grandissimi esperti come Marco Borradori, Eugenio Jelmini, Matteo Pelli, Francesca Bordoni Brooks.
Più qualità, meno quantità. Grazie.

martedì 27 maggio 2008

Eurovision oppure Ex-URSSVision song contest?

Per carità sono il primo a cui il Meneguzzo non sta proprio simpatico, ma devo ammettere che la canzone non era proprio male e la perfomance molto più che buona. Ma comunque é successo ciò che succede oramai da parecchi anni, la Svizzera é stata eliminata alle semi-finali! Per carità é solo un concorso, e nemmeno dei più importanti, ci sono premi musicali che anche se commerciali (MTV Music Awards, Brit Awards, NRJ Awards, ecc.) o borghesi valgono molto di più di questo concorso che in Europa Occidentale neanche si guarda più. Ora il Comitato elvetico (SSR SRG bla bla) sta pensando seriamente di ritirarsi dalle gare future, il che credo sia la scelta piu giusta! Visto che, come abbiamo potuto appurare, i paesi dell'Est votano esclusivamente i paesi dell'Est quelli Scandinavi esclusivamente quelli scandinavi (e non perché sono belle le canzoni) con come conseguenza l'imperterrita esclusione dei paesi occidentali che rimangono fuori dalla finale oppure se hanno la fortuna di entrarci finiscono tra gli ultimi in classifica! E la Svizzera non é sola, anche le teutoniche No Angel sono state buttate in fondo alla classifica finale con appena 14 punti (ottenuti da Austria, Svizzera e Bulgaria)! E diaciamolo la loro performance era degna di meritare delle postazioni più elevate. E ora anche il Comitato Tedesco, come la Svizzera, sta seriamente pensando di abbandonare il Contest. Ma che lo abbandonino tutti gli ultimi paesi occidentali che partecipano a questo "circo". Che lo lascino diventare l'Ex-URSSVision Song Contest (dedicato esclusivamente ai paesi del Nord e dell'Est). Perché bisogna spendere palate di denaro (del canone tv) per poi sapere in partenza che non si arriverà nemmeno tra i primi 10?

lunedì 26 maggio 2008

RTSI. Il Mattino della Domenica denuncia interinali a GO - GO

Nell’edizione odierna il domenicale di Giuliano Bignasca denuncia l’esubero di interinali occupati presso la TSI.

Sottotila il Mattino: “Vuoi vedere che a Comano e Besso c’è qualche capoccia inciuciato con Adecco e affini?”

Uella kompagni della RT$I a che gioco giochiamo? - scrive il foglio domenicale - Ci giunge voce che il numero degli interinali che vengono fatti lavorare a Comano e Besso sia in continuo aumento! Ma bene, noi paghiamo il canone radioTV più alto d‘Europa e la RT$I nemmeno crea posti di lavoro stabili per i ticinesi! Di recente ha assunto 8 giornalisti italiani e adesso interinali a go-go!!
Uella, ma non crederete mica che siamo disposti a continuare a pagare il canone a queste condizioni?! E per cosa lo pagheremmo, di grazia?? Per sorbirci la vostra informazione manipolata, roba da organo ufficiale del P$?? Per guardare le vostre “fiction” che nessuno si fila?? Per rincitrullirci con i vostri giochini scemi?? I fuchi di Comano e Besso devono rendersi conto che un’azienda parastatale, strapagata con i soldi dei contribuenti, deve far lavorare ticinesi, non italiani! E non deve neppure approfittarsene del precariato!! O vuoi vedere che gli interinali all’interno della RT$I aumentano perché qualcuno nella direzione del Terrario tiene il piede in due scarpe, vale a dire è inciuciato con le varie Adecco e compagnia bella??
Adesso vogliamo vederci chiaro!! Senza contare che è da tempo che, anche dal fronte sindacale, si denunciano, sempre nel triste sito di Comano e Besso, fenomeni di abusi e di dumping salariale!! Cosa aspetta - conclude l’articolista - l’ispettorato del lavoro a rivoltare la RT$I come un calzino??

Fonte: Ticinolibero